Priming Marketing

Vendere innescando ricordi ed emozioni

15 novembre 2016 by in category Case Study tagged as , , , , , with 0 and 0
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“Grazie di cuore, mamma”. Terminava così la pubblicità P&G creata dall’azienda partner in occasione di Rio 2016.

Nel pensare a un valido esempio a supporto di questo articolo, non ho avuto un attimo di esitazione nel ricordarmi la marca citata in quello spot che mi ha tanto colpita.

Rapporto tra madre e atleta, scene di ricordi d’infanzia, la condivisione di vittorie e sconfitte con chi ci è più caro, il tutto accompagnato da una canzone dolce: elementi per cui avevo voglia di rivedere quella pubblicità che ancora oggi,a due mesi dalla fine delle Olimpiadi, non ho dimenticato.

L’effetto che lo spot ha avuto su di me non è casuale, ma frutto di una mirata strategia di marketing basata su un fenomeno psicologico, il priming.

Attraverso il priming, il nostro cervello risponde velocemente a stimoli a cui siamo già stati esposti in passato: colori,odori,suoni ed emozioni.
Quando una pubblicità ci fa emozionare o rimanda ad avvenimenti piacevoli del nostro passato,essa rimane a livello neurologico nella memoria a lungo termine e crea la base per un futuro comportamento d’acquisto.

Ne sa qualcosa l’agenzia pubblicitaria Wieden+Kennedy, autrice delle più famose pubblicità Nike che stimola i potenziali clienti incoraggiandoli a credere nelle proprie potenzialità e suggerendo che ognuno può diventare chi vuole, se ci mette impegno e costanza. Protagonisti di questi spot sono spesso atleti famosi, che raccontano le loro storie di vita tramite emozionanti flashback.

Le imprese e i prodotti sono in continua evoluzione, il mercato è sempre più segmentato, la competizione sempre più alta ma,in fondo, le emozioni sono ancora il motore della vita e far leva sull’animo umano risulta un’efficace rampa di lancio.