Un buon approccio per avviare
una campagna di comunicazione?
Pensare di essere dal salumiere.

2 settembre 2015 by in category Consigli di comunicazione tagged as , , , , with 0 and 0
Home > BLOG > Consigli di comunicazione > Un buon approccio per avviare una campagna di comunicazione? Pensare di essere dal salumiere.

Perchè proprio dal salumiere?
Ma si, dal salumiere, ma anche dal muratore, dal fruttivendolo, dal panettiere…

Facciamo un passo indietro e tutto sarà più chiaro… Mi sto rendendo conto che tanti imprenditori fanno fatica a entrare nell’ottica che anche per la comunicazione valgono alcune regole basilari che normalmente si seguono per ottenere dei prodotti o servizi da altre categorie di professionisti.
Qualche esempio pratico.

Es. n°1
Dal salumiere non chiederò “mi dia un etto di affettato, buono, mi raccomando”.
Chiederò: “Un etto di prosciutto crudo, tagliato bello sottile, di Parma”.

Es. n°2
Se mi rivolgo a un muratore non dirò “Muratore, fammi una casa”.
Chiederò “Muratore, costruisci la casa dei miei sogni, falla con 4 bagni, 8 stanze da letto, 40mq di cucina, salotto, taverna e cantinetta per i salami”.
(Insomma poche pretese, idee chiare)

Es. n°3
Se vado dal fruttivendolo non chiederò semplicemente “Della frutta”.
Chiederò “Un kg di pere Kaiser, un melone maturo piccolo, 2 kg di pesche noci, 1 kg di uva nera. Possibilmente di provenienza italiana”.
Magari mi farò anche consigliare dal fruttivendolo, che mi dirotterà sulla frutta di stagione.

Es. n°4
Dal panettiere, non chiederò “Un sacchetto di pane”.
Chiederò “5 rosette e mezza ciabatta, magari mi metti nel sacchetto anche 2 cornetti alla marmellata per la colazione”.

Es. n°5
Se vado in una sartoria, non chiederò di realizzarmi “un abito”, per poi andarmene.
Al sarto serviranno le mie misure, le specifiche sul tipo di abito (Uno smoking? Un completo 3 pezzi? Un frac?) ed eventuali materiali da utilizzare.

Bisogna sempre chiarire ciò che si vuole.

Non basta chiedere a un professionista della comunicazione “fammi un sito, un logo, una brochure”.

Ritengo necessario, prima di iniziare a lavorare per un’azienda, avere le idee chiare (da entrambe le parti) sugli obiettivi, sul destinatario della nostra comunicazione, sul mercato di riferimento, sullo strumento stesso scelto per comunicare, altrimenti il rischio è quello di andare entrambi a tentoni e perdere un casino di tempo. Sarà compito del professionista dare al cliente le indicazioni necessarie per definire quale strada percorrere.

Personalmente voglio sempre analizzare le motivazioni che muovono un imprenditore nella decisione di avviare un percorso di comunicazione, che necessariamente dovrà essere condiviso tra professionista e imprenditore (o responsabile aziendale).
Parlo di percorso di comunicazione, non di creazione di brochure o sito…
Solo con il confronto, ascoltando e decodificando quanto raccolto in un'”intervista conoscitiva” sarà possibile capire quale sia la soluzione più adatta.

Ipotizziamo che per un imprenditore la scelta migliore per promuovere la propria attività sarà fare un cartellone stradale, sulla Strada Provinciale proprio vicino alla propria sede.

In realtà analizzando la situazione, il cartellone potrebbe essere la soluzione meno adatta, non avendo un sito web: pertanto se ben consigliato, l’imprenditore potrebbe evitare di sprecare risorse economiche.

“Caro imprenditore, in tutta franchezza, se il tuo logo aziendale fa schifo, perchè devi complicarti la vita mettendolo in bella mostra su un sito o su una brochure? Rifacciamo il logo e poi riprendiamo il discorso, no? Altrimenti ti fai solo del male. Il mio compito è anche quello di evitarti azioni potenzialmente dannose”.

È sempre necessario definire con un check-up preliminare tutti i punti chiave dell’intervento: personalmente sono per la full immersion, un incontro-fiume in cui ci si dice tutto in merito a aspettative, andamento dell’azienda, obiettivi, tempistiche, budget… insomma ci si deve conoscere.
Tutto quello che può servire a me per capire quale sia la strada giusta da percorrere condividendo poi i dati raccolti con i responsabili aziendali, deve venire fuori parlando.

Inoltre è importantissimo essere in grado di fornire tutte le informazioni e il materiale necessario per comunicare il nostro brand.

Come può, un professionista della comunicazione, realizzare un sito web, brochure, campagna social, senza conoscere a fondo l’azienda cliente?
Ci sono casi in cui non basta una conoscenza generica dell’ambiente di lavoro, in cui servono testi completi e corretti, informazioni tecniche, immagini, che non è possibile reperire online.
È quindi compito dell’imprenditore (o del referente dell’azienda) fornire il materiale richiesto in tempi ragionevoli, per l’avvio (e la prosecuzione) dei progetti.

Un approccio analitico è sempre la soluzione migliore: quindi per tornare agli esempi iniziali, è necessario che l’azienda dia all’agenzia tutte le informazioni e il materiale necessario.

Meglio investire qualche ora con il professionista prescelto e iniziare a raccontarsi
… piuttosto che ritrovarsi con un panino al prosciutto crudo invece che con un sito posizionato su Google.